
A volte può più un singolo grafico che non un centinaio di altri sistemi di analisi posti a confronto.
La sfida dei dati di unità distribuite (shipments) tra iPhone e BlackBerry si è svolto pressoché a armi pari fino all'arrivo della versione 4 del telefono di Apple: da Giugno 2010 in poi le impennate verso l'alto (di iPhone) e da Marzo 2011 verso il basso (di BlackBerry) indicate dai grafici appaiono inequivocabili.
[Ricordiamo che si sta sempre parlando di un singolo telefono confrontato a una intera produzione hardware (serie di modelli) di una azienda.]

La notizia è di fresca uscita dalle rotative digitali: Google ha acquisito Motorola Mobility per la modica cifra di 12,5 miliardi di dollari ovvero 40 dollari per azione (se vi fa più chic).
L'interesse è ovviamente rivolto verso la società in sé, ma il relativo portafoglio di oltre 17.000 brevetti portato in dote dall'azienda di Schaumburg potrebbe avere influito sulla scelta di Google, visto come si stanno già attrezzando i concorrenti davanti alle corti di tribunale mondiali.
La mossa consentirà a Google di poter diventare produttore anche di hardware (gPhone?) e poter esercitare quindi un maggior controllo sulla produzione dei dispositivi Android-based.
Le domande da porsi a questo punto sono:
- ai partner di Google (Samsung, LG, HTC tanto per non fare nomi), da 1 a 10, quanto piacerà questo nuovo accordo?
- la Santa Alleanza contro Google potrà avere ancora ragione di essere, oppure la lotta dei brevetti diventerà ancora più aspra del passato?
- nel caso venga riconosciuta una violazione di brevetto a Google in maniera diretta, ci sarà poi il domino della sentenza nei confronti di tutti gli altri produttori, vale a dire aumentano i rischi per gli coloro che adotteranno Android di venire comunque legati a doppio filo alle sorti di Google, oppure il fatto che Google è ora un produttore, consentirà loro di rivalersi nei suoi confronti nei casi di singole sconfitte?
[Se si considera che il portafoglio Nortel è costato 4,5 miliardi di dollari, Motorola per 12,5 è un autentico affare non fosse altro per il numero triplo dei brevetti in ballo: vuoi vedere che la cifra è stata determinata solo dal valore potenziale dei brevetti e non da tutto il resto? (Oltre i pezzi di carta ci dovrà pur essere qualcosa, ma non sembra valere molto)]

I report sulle vendite di beni tecnologici sono sempre da prendersi con le debite distanze, sia per la difficoltà di reperire dati ufficiali direttamente dalle aziende (che hanno di certo più interesse a parlare di prodotti distribuiti che non di prodotti rimasti sugli scaffali) ma ancora di più perché il dato delle vendite effettive e delle relative giacenze nei negozi di tutto il mondo non sono fisicamente reperibili (come potrebbe esserlo?).
Fatta una premessa del tipo, ogni tanto spunta qualche agenzia con l'ennesima classifica sui dati di vendita estrapolate da report compiuti dai propri analisti: è il caso della recente pubblicazione di Gartner sulla penetrazione mondiale di smartphone per il 2/o trimestre 2011 (Q2 - Apr/Giu) che riporta un prevedibile primo posto di Android (43,4% del mercato dal 17,2% dell'anno prima, con volume di unità quadruplicato); Symbian (sistema operativo smantellato e che rimane in classifica solo in virtù dei dispositivi prodotti in precedenza) è secondo e registra un dimezzamento di share (dal 40,9 dell'anno prima a un attuale 22.1 e seppure le unità vendute restano allineate, è il valore di mercato a essere raddoppiato, fatto che spiega la debacle); al terzo posto iOS (quota dal 14,1 al 18,2 con un raddoppio dei pezzi venduti).
Fin qui tutto nella norma, o quasi.
Ciò che invece stupisce dal report, è che a dover essere realmente molto preoccupata è Microsoft, che vede un calo epocale della penetrazione di mercato passata dal 4,9% di Q2/2010 all'1,6% odierno, con un quasi dimezzamento dei pezzi venduti: dato che la colloca addirittura sotto Bada (sistema operativo mobile di Samsung con ben altre pretese rispetto a Windows sia Phone che Mobile).
[Riusciranno i nostri eroi di Microsoft e Nokia a risalire una china che ormai sembra ben compromessa da un mercato che appare muoversi verso ben altre direzioni? Ovvero: verranno fuori nuovi report più positivi che assegnino ben altre dimensioni al pianeta mobile di Windows?]

Si sa, ognuno tira acqua al proprio mulino, ma a volte ci sono affermazioni che davvero non mancherebbero di suscitare in qualche modo una sottile ilarità di fondo se non ci fosse la tragedia di una dimostrazione patente di totale imperizia nel riuscire prevedere i movimenti di mercato (aziende che si vedono ridotta la propria quota di mercato del 23% in un anno, vale a dire dal 38% al 15%, forse non sono tra le più attendibili quando si parla di saper riconoscere l'innovazione): facendo eco a affermazioni provenienti da fonte Microsoft (che si mettano d'accordo tra di loro sulle cose da dire e ognuno non ripeta che le stesse medesimi concetti in occasioni tematiche differenti per convincere i propri astanti? I tormentoni, del resto, funzionano ottimamente anche in politica, e non pensate all'elefante!) Chris Weber, responsabile Nokia per il Nord America, ha affermato che sia Android che iOS non sono un granché innovativi come sistemi operativi e ormai altro termine possibile di definizione per loro è quello di essere antiquati perché l'avanguardia, udite udite, è rappresentata dai "live tiles" di Windows Phone che troveranno la loro massima apoteosi nel venturo Mango autunnale (si spera).
Abbasso le icone statiche, il futuro è delle icone in movimento per capire all'istante chi ci ha taggato su Facebook: brillante idea di innovazione e modernità.
[Hai visto mai che Nokia davvero dal 15% attuale torna al 38% a cavallo di un Mango? Solo il tempo darà a qualcuno ragione!]

A volte i cambi epocali si dimostrano dai dettagli: in fondo Steve Jobs quando presentò l'iPhone cosa fece? non andò su un palco a mostrare un telefono con un nome diverso dal solito e da quel momento partì l'innovazione? forse no, ma credere che modifiche del genere possano essere sufficienti per dare nuova linfa a un mercato per qualcuno ormai ai minimi storici e/o forse anche solo per orientare al meglio i propri clienti, potrebbe anche aiutare, devono aver pensato in Nokia.
Così da oggi i codici dei telefoni dell'azienda finlandese avranno un identificativo basato esclusivamente su un numero senza lettere (che telefono hai tu? io il 923, tu? io il 422) cosa questa che, nella logica Nokia, dovrebbe ridurre di molto la confusione precedente di avere un N96 piuttosto che un E6 o X7.
Non c'è da temere: ci saranno ovviamente anche delle discriminazioni tra i numeri: con l'1 davanti, con il telefono ci potete fare il brodo, con il 9 lo potrete mostrare soddisfatti ai vostri migliori amici (e con il 5? mah, così così, usatelo pure ma no mostratelo troppo in giro, vi potrebbero prendere per barboni da mezza tacca, ops, da numero di mezzo).