
Tempi duri per i due uomini che hanno fatto di BlackBerry un marchio riconosciuto nel mondo: sembra che già siano in molti a chiedere a Mike Lazaridis e Jim Balsillie di accomodarsi in luoghi più consoni a persone che risultano essere sempre più bloccate nel passato (ormai trascorso) di fasti antichi e ben lontani dalle richieste di mercato odierne di utenti che sempre più si rivolgono ai prodotti della concorrenza, tipo iPhone e Android per ottenere soddisfazione alle loro esigenze di smart-phoning.
(Quando gli azionisti chiedono...)

Se Nokia annuncia perdite record, c'è chi ha forse ancora meno motivi per esultare: Sony Ericsson ha registrato il quarto trimestre consecutivo di calo-vendite, ovvero 299 milioni di dollari in meno in Q2 (Apr-Giu) rispetto all'anno precedente; risultato per altro migliore, si fa per dire, dei 382 milioni in giù registrati pochi mesi fa in Q1.
Il numero dei prodotti venduti tocca all'incirca la cifra di 13.8-milioni, ovvero il 43% sotto se paragonato a quanto racimolato l'anno precedente.
L'aspettativa del rilancio passa attraverso dei nuovi prodotti annunciati o rumoreggiati che sarebbe decisamente consigliabile trovino gli onori delle cronache quanto prima (PSP-phone, Aino).

Bella vita a gestire mercati da monopolista! Almeno questo è quanto qualcuno potrebbe pensare in Nokia dopo le riduzioni di quote di vendita subite dal colosso telefonico dell'ordine del 66% in Q2 rispetto all'anno precedente dovute in massima parte, così riferiscono gli analisti, all'espandersi del numero dei concorrenti diretti (Apple, Samsung e RIM in testa) e quindi alla mancanza di dispositivi all'altezza di quanto prodotto dagli agguerriti rivali di mercato.
E' vero che le previsioni di vendita facevano leva principalmente sulle aspettative legate al lancio della punta di diamante rappresentata dall'N97, dispositivo non troppo osannato da critica e pubblico in verità, lasciato evidentemente al palo dal blocco storico dell'S60.
A nulla hanno inoltre giovato, del resto, i rumori, non confermati, del rilascio di un netbook Atom-based generatisi nei tempi scorsi.

Se qualcuno dovesse casomai arrivare a chiedersi quali siano i più popolari distributori di smartphone in Cina, ecco pronta la risposta: Nokia e Motorola sono le prime due aziende della lista nel periodo Q3/2008 (Lug/Set), assestate su valori rispettivi del 69.3% e 19.9%, ovvero quasi il 90% in due di tutta la posta in palio. Il valore di mercato globale degli smartphone in Cina per lo stesso periodo è stimato intorno ai 18.17 miliardi di CNY (yuan) corrispondente a 1.87 miliardi di EUR circa.
Il risultato in sé non stupisce tanto per Nokia, quanto per Motorola, che, altrove, registra invece livelli di crisi di vendite del tutto allarmanti.
Per i sistemi operativi in Cina Symbian è assestato al 71.3%, Linux raggiunge il 19.5% e Windows Mobile segue all’8.0%.
Il mercato è previsto in moderata (?) crescita con una nuova new-entry (in Q4/2008) targata Android che andrebbe a rinsaldare la percentuale detenuta dal SO Linux.

Non è dato di conoscere quali e quanti segnali di felicità abbiamo trovato luogo in Motorola dopo la diffusione della notizia di essere stati scavalcati da LG Electronics per la palma del terzo posto tra i top-5 venditori di dispositivi mobili, ma sapremo farcene una ragione.
Il fatto è che LG ha dato fuoco a tutte le sue polveri note per distribuire 27.7-milioni di dispositivi mobili (1/3 dei quali venduti solo in nord-America) e passare così al terzo posto nelle vendite nel trimestre trascorso, dopo aver scavalcato Sony Ericsson nel quarto precedente. Il prodotto più venduto è il Viewty (oltre i due milioni di pezzi venduti), seguito da Venus (1.6 milioni) e Voyager (1.3 milioni). Altri riscontri entusiasmanti (per LG di certo) riguardano la vendita di touchscreen-phone negli US: 7 milioni totali di pezzi distribuiti a un prezzo medio di vendita di 530 USD.