
Tutto sembra inequivocabilmente pronto perché Acer arrivi a breve a dotarsi del primo Android-phone touchscreen della sua storia: da indiscrezioni peraltro non confermate, l'A1 (è questo il nome del modello) ha intrapreso una propria tabella di marcia che dovrebbe condurlo a fare capolino sugli schermi internazionali intorno al prossimo settembre, in buona compagnia di altri tre ulteriori dispositivi, tutti previsti per quel mese.
Sia Acer che Google hanno accuratamente declinato l'invito di fornire qualsivoglia commento all'indiscrezione trapelata.

Dai verbali dell’esecutivo dell'Unione Europea della scorsa settimana, si è appreso che è in fase di analisi la possibilità di ri-classificazione di alcuni cellulari come "apparecchi multi-funzione": la nuova dizione comporterebbe un aggravio delle tasse del 14% nel caso dei telefoni con ricevitori TV al seguito e del 3.7% per quelli GPS-abilitati, oltre il normale carico di imposte praticato nei loro confronti.
Considerando la diminuzione delle vendite che il comparto ha registrato negli ultimi tempi, la mossa non riuscirebbe se non nel mettere ulteriore pressione alle aziende produttrici, presumibilmente, per indurle, una buona volta, a togliere definitivamente dai loro dispositivi le specifiche funzioni oggetto del recente interesse della Commissione.
All’interno di questo nuovo ambito, anche le fotocamere a alta definizione (dai 5-megapixel in su?) potrebbero diventare a rischio.

Se non fosse per i 12-trimestri di dominio incontrastato, la notizia di per sé potrebbe anche essere del tutto attesa viste le code ai negozi e le immagini trionfanti dei fortunati possessori in giro per il mondo che si sono affollate sulle nostre scrivanie nel corso dell’ultimo periodo: l’Apple iPhone ha superato in Q3/08 (Lug-Set) le vendite toccate dal Motorola RAZR nello stesso arco temporale all’interno del mercato statunitense, dopo che per 3 anni non ce n’era stato per nessuno a scalfire lo spropositato record RAZR-oico.
La classifica riporta, dopo iPhone e RAZR, RIM Blackberry Curve al terzo posto, LG Rumor al quarto e LG enV2 al quinto.

Di conferme ufficiali sul fronte Apple per ora nulla, ma l'anticipazione proviene dal Wall Street Journal odierno: Steve Jobs ha confermato di aver distribuito 60-milioni di applicazioni in un mese di attività dell'iPhone App-store, corrispondenti a 30-milioni di dollari di introito in totale (molti programmi sono gratuiti) con una media conseguente di 1-milione di dollari al giorno di incasso.
Il commento salace dell'interessato è stato quello che lui non aveva mai visto numeri del genere in ambito software nel corso della sua carriera, ma c'è da comprenderlo: è ancora giovane, nonostrante quello che molti analisti abbiano pensato nelle scorse settimane, e il tempo per simili exploit di certo ce ne sarà dell'altro, visti i soggetti coinvolti nell'impresa.

Già in Giugno Sony Ericsson aveva annunciato un calo sostanziale nei profitti, ma solo in questi giorni se ne è conosciuta la catastrofica entità: i valori registrati in Q2 (secondo quarto, Apr-Giu) passano dai 220 milioni-EUR dell'anno prima (Q2-2007) a 6 milioni-EUR correnti, pari a un calo epocale del 97.27%.
Le cause addotte per la caduta verticale dei profitti vengono individuate in una contrazione rilevante nei mercati maturi e nella conseguente scarsa incisività dei prodotti dell'azienda in quelli emergenti: urge a questo punto un contatto informale con Nokia relativo a quali strategie intraprendere per far quadrare i bilanci tramite il flooding estremo di prodotti low-end nei luoghi in cui gli utenti vengono calcolati su basi numeriche a 6 zeri (minimo).