
Tra tante aziende del settore telefonico in crisi, c'è comunque qualcuno che riesce evidentemente a trarre vantaggio dagli altrui errori di valutazione dei movimenti di mercato e continua imperterrita nella sua incessante opera di avanzamento finanziario, consolidando sempre più la sua attuale posizione di 4/o produttore mondiale di telefoni: HTC ha annunciato i dati di vendita per il mese di Giugno e i ricavi risultano essere di 45 miliardi di dollari taiwanesi (1,09 miliardi di euri circa) vale a dire del 10.9% superiori a quelli del mese precedente.
Il primo trimestre (Q1) dell'anno si era chiuso con una vendita complessiva di 9,7 milioni di smartphone e il dato odierno dovrebbe aprire la strada all'obiettivo di 11,6 milioni di pezzi che l'azienda aveva fissato per Q2.

Se 1,6 milioni di dispositivi venduti ne primo trimestre 2011 potrebbero sembrare tanti, in realtà non rappresentano dei grossi numeri per il mercato globale contemporaneo, tanto più se riferiti a quelli dei competitor diretti (l'iPhone di solito supera abbondantemente il milione di unità vendute nel solo primo giorno di messa in vendita ufficiale) e ancora di più se riferito al fatto che un SO precedente del medesimo produttore continui a vendere di più dei modelli con l'ultima versione caricata a bordo.
Gartner ha rilasciato dei report con dei numeri diretti, metodo non usuale per resoconti del genere, assegnando a Microsoft 3,6 milioni di telefoni venduti in Q1 con OS Microsoft a bordo dei quali solo 1,6 milioni con Windows Phone 7.
Nokia guida la classifica con 107.6 milioni di unità seppure in calo del 5.5 percentuale rispetto allo stesso periodo dell'anno prima, e con uno share complessivo ai minimi storici (per trovarne uno analogo bisogna risalire al 1997).
Riuscirà la annunciata coalizione dei nostri due eroi a risollevare le (a quanto pare) offuscate sorti di entrambi?
La motivazione della debacle viene imputata, come è ovvio, nell'inarrestabile ascesa senza limiti e confini di Android (36% di marketshare contro il 9,6% dell'anno precedente).
Apple incrementa di poco la quota (dal 15,3% al 16,8%). RIM precipita dal 19,7% al 12,9%).

Se non fosse per i 12-trimestri di dominio incontrastato, la notizia di per sé potrebbe anche essere del tutto attesa viste le code ai negozi e le immagini trionfanti dei fortunati possessori in giro per il mondo che si sono affollate sulle nostre scrivanie nel corso dell’ultimo periodo: l’Apple iPhone ha superato in Q3/08 (Lug-Set) le vendite toccate dal Motorola RAZR nello stesso arco temporale all’interno del mercato statunitense, dopo che per 3 anni non ce n’era stato per nessuno a scalfire lo spropositato record RAZR-oico.
La classifica riporta, dopo iPhone e RAZR, RIM Blackberry Curve al terzo posto, LG Rumor al quarto e LG enV2 al quinto.

Le attitudini commerciali praticate da una determinata azienda nel presente, si sa, consentono valutazioni solo a posteriori, quando i dati sono ormai parte della storia trascorsa, e vengono indiscutibilmente forniti dai mercati. Per Nokia non è stata di certo una bella notizia quella di essere ormai sicura di riportare un calo di vendite in Q3/2008, vale a dire nel trimestre corrente (Lug-Set), in base a proiezioni formulate sui valori attuali espressi dal mercato, smentendo così una valutazione precedentemente formulata (17 Luglio) che riproponeva sostanzialmente per il Q3 gli stessi dati di vendita del Q2 precedente.
Per quello che riguarda le motivazioni alla base della momentanea debacle, su interpretazione formulata dall'azienda stessa, è che Nokia abbia insistito eccessivamente su prezzi non corrispondenti al potenziale di mercato, vale a dire che non ha praticato le debite riduzioni di offerta dei dispositivi quando queste si rendevano oltremodo necessarie dalle variate condizioni di concorrenza, e inoltre impellenti per continuare a essere in qualche modo credibili sul fronte prezzi.
Vedi a volte cosa può produrre l'ingordigia commerciale.

Di conferme ufficiali sul fronte Apple per ora nulla, ma l'anticipazione proviene dal Wall Street Journal odierno: Steve Jobs ha confermato di aver distribuito 60-milioni di applicazioni in un mese di attività dell'iPhone App-store, corrispondenti a 30-milioni di dollari di introito in totale (molti programmi sono gratuiti) con una media conseguente di 1-milione di dollari al giorno di incasso.
Il commento salace dell'interessato è stato quello che lui non aveva mai visto numeri del genere in ambito software nel corso della sua carriera, ma c'è da comprenderlo: è ancora giovane, nonostrante quello che molti analisti abbiano pensato nelle scorse settimane, e il tempo per simili exploit di certo ce ne sarà dell'altro, visti i soggetti coinvolti nell'impresa.