
Essere tra quelli che a malapena potrebbero sopportare anche una sola qualche cerniera a piegare in due la propria corrente apparecchiatura mobile, non aiuta nel caso si tenti di formulare una valutazione attendibile sulla nuova richiesta di brevetto da parte di Nokia: per dirla in termini tecnici, la modalità di chiusura del dispositivo non potrebbe essere definito se non altrimenti come un autentico bordello: parti semoventi, e dalle forme che definire pure è un autentico eufemismo di fine giudizio critico, si incastrano roteando su se stesse (forse no, ma l'immagine aiuta alla comprensione) manco fossero state concepite piuttosto per trovare la soluzione arzigogolata a una versione tecnologica e sballata di un vecchio Tangram di ludica memoria, che non per soddisfare le esigenze dei moderni fruitori del rutilante mondo delle comunicazioni mobili contemporanee.
Qualcuno azzarda che il progetto risulti perfino fattibile e che gli sia stato assegnato il compito di sostituire in fieri il corrente Communicator. Speriamo di no.
Se queste sono le buone idee che i giganti della comunicazione tengono in serbo per il nostro imminente futuro, sarà bene smettere di irritarsi, una buona volta, anche per quelle cattive che ci passano sotto il naso correntemente.

Alla base di ogni brevetto originale depositato c’è sempre una idea di fondo di novità ricercata che, anche per il solo fatto di rappresentare comunque una innovazione rispetto alle concezioni correntemente in uso, sarebbe da dover prendere in considerazione in ogni caso e analizzare con attenzione: l’assunto risulta essere tanto più veritiero se il titolare del sistema di rinnovamento proposto corrisponde al nome di Nokia.
Alla voce 20080299804 dell’US Patent and Trademark Office risulta uno schema grafico che tratteggia l’utilizzo di uno schermo per dispositivo mobile capace di scorrere al di sotto di una tastiera (tramite perno/slitta collocato nella parte posteriore) e quindi proporsi di volta in volta in modalità verticale ovvero landscape mode a seconda delle esigenze richieste dal ricercato utilizzatore finale del terminale.
La fonte che ha riportato la notizia propende per considerare il sistema come facente parte della dotazione del successore in touchscreen dell’E71.

C'è qualcuno che vuole arrivare a breve a far funzionare il cellulare tramite gesti: in base a una recente richiesta di brevetto avanzata da Samsung, il telefonino del futuro potrà essere utilizzato senza premere alcun tasto, ma semplicemente facendo dei gesti codificati davanti a un sensore (fotocamera) nello spazio intorno di azione del dispositivo, stracciando ogni più rosea previzione di funzionalità (e praticità) rispetto a un touchscreen tradizionale (o meno).
Il problema che si potrà porre, eventualmente, sarà quello di giustificarsi con i vicini di turno del forsennato gesticolare ostentato nel vuoto davanti a un telefonino ogni volta che si utilizzi l'apparecchio, ma ci siamo abituati a qualsiasi comportamento eccentrico nei riguardi della funzionalità dei sistemi mobili e, è certo, ci abitueremo anche a questo.

Altro brevetto registrato per Apple che narra di un prossimo clamshell/flip-phone non meglio identificabile come modello (sarebbe strano se lo fosse), ma di sicuro un prodotto che rientra nelle ambizioni assodate dell'azienda di Cupertino: sarà la prossima versione di iPhone, oppure un ipotetico iPhone-Nano da affiancare all'offerta attualmente disponibile?
Il brevetto è nominato Dual sided trackpad e, per il momento, le uniche certezze riguardano il fatto che la porzione inferiore del dispositivo sarà dedicata alle funzioni di immissione dati (tastiera numerica e alfa-numerica) e quella superiore alla visualizzazione.

HTC sembra intenzionata a lanciare (a breve?) sul mercato un nuovo concetto di slider, che per il momento ha provveduto comunque a brevettare: si tratta di uno smartphone che possiede la parte che ospita lo schermo posta a parziale copertura della tastiera QWERTY sottostante; a ogni cenno di assenso del relativo titolare, il display scivola verso la parte laterale del telefono e quindi si posiziona al centro del relativo lato di scorrimento impegnato, consentendo di disvelare, in questo modo, la keypad collocata sotto in maniera integrale, in quanto ormai completamente visibile nella sua interezza.
L'idea, in tutta franchezza, non sembra il colpo di genio di un nuovo guru della tecnologia, quanto piuttosto un annaspare insensato verso la permanenza goffa di una tastiera ormai completamente sconfessata dalla storia: avere un telefono con uno schermo piccolo sopra e una tastiera grande sotto non completamente coperta, non sarà il massimo della vita e dell'estetica, per come la possiamo vedere oggi.
In ogni caso, aspettiamo con fiducia i prossimi ulteriori sviluppi del brevetto e la conseguente messa in pratica in prossimi dispositivi, per poter essere adeguatamente smentiti nel giudizio sommario formulato in questa occasione.