
Dai dati in possesso di Strategy Analytics, il mercato mondiale degli smartphone risulta essere in decisa crescita con un +76% su base annua, ovvero 110 milioni di unità complessive distribuite in Q2; dal resoconto, la parte del leone (è il caso di dirlo) risulta essere esercitata da Apple, che guadagna il primo posto della classifica (a soli 4 anni dal rilascio di iPhone) riuscendo a conquistare il 18,5% di share con 20,3 milioni di pezzi distribuiti (nello stesso periodo dell'anno precedente la penetrazione era del 13,5% con 8,4 milioni di telefoni messi in vendita).
Nokia appare essere il grande sconfitto di turno, con una base di vendita scesa da 23,8 milioni a 16.7 milioni di pezzi, e quote passate dal bulgaro 38,1% al molto più umano 15,2%.
Se c'è comunque una palma d'oro a premiare gli exploit di turno, ebbene questa deve essere comunque assegnata senza ombra di dubbio a Samsung: vendite più che raddoppiate (da 8,4 milioni a 20,3 milioni di telefoni distribuiti) e percentuali più che triplicate (dal 5,0% al 17,5% del mercato).
Gli altri, evidentemente, si barcamenano come possono nel bel mezzo di codesti vasi di ferro, sebbene la percentuale di mercato oltre i primi tre posti sia cresciuta di oltre 5 misure, passando dal 43,4% al 48,9% (sempre in virtù della colossale debacle di Nokia?).

Sono null'altro che stime, basate però su rapporti derivati dalle informazioni pubbliche in possesso, sia perché fornite direttamente dalle aziende oppure dedotte da numeri consolidati di mercato.
Secondo analisi compiute da Walter Pritchard e riportate da Horace Dediu, Microsoft riceve almeno 5 dollari (la cifra potrebbe anche essere dell'ordine dei 7,5/12,5 dollari) ogni volta che HTC produce un telefono con Android caricato sopra: questo avviene grazie a un accordo sui brevetti fatto dalle due aziende per violazione di proprietà intellettuale.
Se così fosse, L'impegno di HTC dovrebbe essere quello di versare nelle casse di Microsoft 150 milioni di dollari di ricavi derivanti dalla vendita di 30 milioni (dato grezzo) di dispositivi Android, numero che si stima sia alla portata del mercato generato dal sistema operativo per la casa di Taiwan.
Microsoft ha ammesso di aver venduto 2 milioni di licenze di Windows Phone (non di dispositivi, si badi): con una stima di 15 dollari a licenza, si arriva a un ricavo complessivo della piattaforma di 30 milioni di dollari che, tirando le somme, rappresentano 1/5 di quanto ottenuto con l'accordo di HTC.
Da queste considerazioni emerge il dato che forse Android è il più grande affare compiuto da Microsoft, al punto che, viste le vendite di HTC e di Windows Phone, la casa di Redmond potrebbe benissimo fare a meno di muovere alcuna foglia e ritirare dal mercato quanto resta del proprio sistema operativo.

Sono dati di analisti, e come tali vanno presi con il beneficio d'inventario che tali notizie implicano per definizione (visto quanto successo negli ultimi anni), ma già c'è qualcuno che comincia a predire che la cavalcata di Android farà fatica a trovare un qualche momento di riposo: Gartner vede già la data di fine 2010 come quella fatidica del sorpasso a iOS a livello mondiale (in USA è già avvenuto) e arriva fino al 2014 per immaginare un mondo dominato da Symbian, sull'onda lunga di un dominio storico per volume/quantità di offerta proposta, con il 30.2 percento (ora è al 40.1) e seguito a ruota da Adroid al 29.6 (17.7 oggi). Il dominio di piattaforme open-source sarà evidente per tutti in quella data (60 percento del mercato).
Blackberry e iOS incrementeranno il numero dei dispositivi venduti, ma non la quota di mercato (marketshare). Windows si dovrà accontentare di uno striminzito 3.9 percento.

Se qualcuno dovesse casomai arrivare a chiedersi quali siano i più popolari distributori di smartphone in Cina, ecco pronta la risposta: Nokia e Motorola sono le prime due aziende della lista nel periodo Q3/2008 (Lug/Set), assestate su valori rispettivi del 69.3% e 19.9%, ovvero quasi il 90% in due di tutta la posta in palio. Il valore di mercato globale degli smartphone in Cina per lo stesso periodo è stimato intorno ai 18.17 miliardi di CNY (yuan) corrispondente a 1.87 miliardi di EUR circa.
Il risultato in sé non stupisce tanto per Nokia, quanto per Motorola, che, altrove, registra invece livelli di crisi di vendite del tutto allarmanti.
Per i sistemi operativi in Cina Symbian è assestato al 71.3%, Linux raggiunge il 19.5% e Windows Mobile segue all’8.0%.
Il mercato è previsto in moderata (?) crescita con una nuova new-entry (in Q4/2008) targata Android che andrebbe a rinsaldare la percentuale detenuta dal SO Linux.

Non stupisce che i gangli della recessione arrivino a colpire anche un mercato che fino a pochi mesi fa appariva del tutto solido nella sua immarcescibile impennata di crescita costante, anche se la crisi risulta essere ancora limitata a un solo specifico aspetto della faccenda: se gli incassi delle compagnie telefoniche mobili europee continuano a performare sempre bene, a essere in crisi, secondo Strategy Analytics, è, inaspettatamente, il mercato-voce, ovvero, più dettagliatamente, i guadagni prodotti dal mercato-voce in Europa risultano essere inferiori rispetto alle aspettative di crescita, con un calo dell’ordine del 3% ottenuto in Q3/2008: il traffico generato sulle reti mobili è in costante ascesa, ma gli utenti cominciano a sfruttare a pieno regime le riduzioni di tariffe e tutte le varie offerte che i carrier propongono di volta in volta sui vari mercati, riuscendo a ottenere, in questo modo, in maniera effettiva, un maggior traffico a costi inferiori rispetto a quelli corrisposti in passato.
La concorrenza a quanto pare sembra giovare (alle tasche degli utenti, quantomeno).