
La notizia è di fresca uscita dalle rotative digitali: Google ha acquisito Motorola Mobility per la modica cifra di 12,5 miliardi di dollari ovvero 40 dollari per azione (se vi fa più chic).
L'interesse è ovviamente rivolto verso la società in sé, ma il relativo portafoglio di oltre 17.000 brevetti portato in dote dall'azienda di Schaumburg potrebbe avere influito sulla scelta di Google, visto come si stanno già attrezzando i concorrenti davanti alle corti di tribunale mondiali.
La mossa consentirà a Google di poter diventare produttore anche di hardware (gPhone?) e poter esercitare quindi un maggior controllo sulla produzione dei dispositivi Android-based.
Le domande da porsi a questo punto sono:
- ai partner di Google (Samsung, LG, HTC tanto per non fare nomi), da 1 a 10, quanto piacerà questo nuovo accordo?
- la Santa Alleanza contro Google potrà avere ancora ragione di essere, oppure la lotta dei brevetti diventerà ancora più aspra del passato?
- nel caso venga riconosciuta una violazione di brevetto a Google in maniera diretta, ci sarà poi il domino della sentenza nei confronti di tutti gli altri produttori, vale a dire aumentano i rischi per gli coloro che adotteranno Android di venire comunque legati a doppio filo alle sorti di Google, oppure il fatto che Google è ora un produttore, consentirà loro di rivalersi nei suoi confronti nei casi di singole sconfitte?
[Se si considera che il portafoglio Nortel è costato 4,5 miliardi di dollari, Motorola per 12,5 è un autentico affare non fosse altro per il numero triplo dei brevetti in ballo: vuoi vedere che la cifra è stata determinata solo dal valore potenziale dei brevetti e non da tutto il resto? (Oltre i pezzi di carta ci dovrà pur essere qualcosa, ma non sembra valere molto)]

Che le applicazioni possano avere effetti sulla performance complessiva di un dispositivo potrebbe essere un fatto condivisibile, ma che nel 70% dei casi applicazioni scaricate siano la causa di ritorni è un dato che potrebbe lasciare alquanto perplessi.
Il CEO di Motorola, Sanjay Jha, nel corso della conferenza Bank of America Merrill Lynch Global Technology ha indicato proprio nelle applicazioni scaricate ufficialmente dal Market di Android gran parte dei problemi riscontrati per prodotti che sono tornati loro indietro in assistenza.
Per la stessa natura di essere un mercato open, i responsabili del Market Android non effettuano verifiche sulle performance delle applicazioni caricate (in alcuni casi nemmeno sulla loro innocuità complessiva, come situazioni recenti testimoniano): questa carenza di test funzionali (impegno CPU e batteria) conducono direttamente, secondo Motorola, a un carico eccessivo delle risorse del telefono e quindi a complessive performance deludenti che diventano causa diretta di resi non imputabili altrimenti alle caratteristiche tecniche dei singoli dispositivi.
La soluzione al problema proposta da Motorola è rappresentata da Motoblur, un software che colleziona, tra l'altro, dati sull'utilizzo degli utenti in relazione alle performance delle singole applicazioni e che riesce inoltre a fornire avvisi sulle singole applicazioni meno rispettose delle risorse del telefono (utente avvisato, utente in assistenza salvato?).

Secondo Android-based (potrebbe essere altrimenti?) da Motorola questa volta la scena è occupata dal successore diretto del Motorola i1 lanciato da Sprint lo scorso anno, ovvero dal Motorola Titanium, primo a combinare la tecnologia iDEN con Android 2.1, Eclair.
Specifiche: display touchscreen da 3.1-pollici, certificato Military Specification 810G (resistenza disumana alla polvere, urti, vibrazione, bassa pressione, radiazioni solari, temperature alte e basse, e altri vari disastri naturali nei quali potreste volontariamente o involontariamente incorrere), supporto Nextel Direct Connect Services, fotocamera da 5-megapixel con camcorder, zoom 4x e flash, Wi-Fi b/g, GPS, slot microSD (scheda da 2GB in dotazione) fino a 32GB.
Disponibilità e prezzi non noti.

Come risulta da screenshot sotterranei trafugati in ambito di patiti di Android, ha fatto la sua degna comparsa, per la prima volta, in un elenco attendibile il nome di Motorola Morrison: indizio che di per sé dovrebbe garantire una disponibilità pubblica a breve giro di posta e identificata ragionevolmente nella data del 21 Ottobre prossimo.
La fonte viene riportata come attendibile.

Voci di smartphone Motorola su base Android sono in rete già da tempo, ma è la prima volta che un documento esplicito arrivi agli onori della cronaca: il dispositivo interessato è il Motorola Morrison che dovrebbe atterrare sui nostri schermi intorno alla prossima stagione delle feste.
Si attendono prossime imminenti conferme in merito, quindi.