
Spazzate vie gran parte delle usuali imprecisioni della vigilia formulate dai presunti racimolatori di informazioni esclusive di turno (fotocamera da 6MPix, telecamera frontale e colori, anche in versione d'autore), finalmente giunge inequivocabilmente anche sui nostri schermi il nuovo iPhone Apple in versione 3G, tirato fuori sempre dal solito cilindro del solito Cappellaio Matto del XX/XXI secolo.
Le novità non riguardano tanto l'aspetto esterno (come potrebbe migliorare ciò che è già difficilmente eguagliabile da tutti gli altri produttori di dispositivi mobili: nessun concorrente degno di questo nome rilasciato nell'ultimo anno e mezzo rappresenta quasi un record di distacco temporale) fatta eccezione per il ridisegno della parte posteriore (già rivelato, in modo corretto, dai produttori di phone-case di protezione). Il 3G introduce l'ulteriore elemento aggiunto del quale erano in molti a sentirne la mancanza fin dalla prima uscita pubblica, ma ora la strategia appare chiara: inutile sconfinare dentro ambiti entro cui non è possibile garantire una solida risposta costruttiva dell'insieme, per il solo scopo di assecondare un mercato che richiede ben altre prestazioni dal proprio telefono oltre quelle di condizioni particolari di connessioni.
3G dunque, con supporto già noto per E-mail, calendario e contatti Push con Microsoft Exchange ActiveSync (la vera forza di Apple è diventata quella di integrare le proprie visioni di insieme con il meglio dei sistemi realizzati dai suoi concorrenti e fare così apparire le usuali modalità in atto come partnership strategiche finalizzate ai propri scopi) oltre a mappe con GPS, definiscono in tre mosse le principali novità introdotte.
Le altre meraviglie di cui l'iPhone 3G si renderà capace sono state già state annunciate con l'SDK rilasciato all'inizio dell'anno.